Colori di Istanbul

28 luglio 2015

“L’emozione che provai entrando in Costantinopoli mi fece quasi dimenticare tutto quello che vidi in dieci giorni di navigazione dallo stretto di Messina all’imboccatura del Bosforo. Il mar Jonio azzurro e immobile come un lago, i monti lontani della Morea tinti di rosa dai primi raggi del sole, l’Arcipelago dorato dal tramonto, le rovine d’Atene, il golfo di Salonico, Lemno, Tenedo, i Dardanelli, e molti personaggi e casi che mi divertirono durante il viaggio, si sbiadirono per modo nella mente, dopo aver visto il Corno d’oro, che se ora li volessi descrivere, dovrei lavorare più d’immaginazione che di memoria.” (Edmondo de Amicis)
Questo quello che scrivevai il celebre poeta Edmondo de Amicis all afine dell’Ottocento. …dopo aver visto il Corno d’oro. Quell’insenatura magica che fa di Istanbul la perla dell’Asia Minore, la stessa città che Napoleone indicava come capitale del Mondo: “Se il mondo fosse un solo stato, la capitale sarebbe Istanbul”. La capitale degli imperi, la città che dominò un continente. Una culla di civiltà che fornì un punto d’incontro per culture e mondi diversi. Costantinopoli, l’odierna Istanbul, un mondo di scoperte, segreti, colori e sapori. Un mondo dove è facile perdersi ma altrettanto semplice tornare al punto di partenza seguendo la storia, gli uomini, le donne e le bellezze che la popolano. Non è difficile immedesimarsi in Agatha Christie, Mata Hari o persino Ian Fleming se si ha la certezza che tutti loro hanno, in periodi diversi, soggiornato al Pera Hotel e camminato su quel piancito. Dopotutto l’Orient Express sarà pure servito a qualcosa!
Fate viaggiare...
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