Irlanda/3 – Da Clonmacnoise al Connemara

24 agosto 2012

Sono in ritardo schiacciante…lo so! Mea culpa!
Doveva essere un serio diario di viaggio e invece è finito per essere solo un 2postdiario…
Però prometto che recupero…alla e dalla base. Sono tornata, purtroppo. E sono, come tutti, al caldo. Non che mi sia mancato in questi quindici giorni con una temperatura media di 17°C. Ora mi godo il caldo, i pizzichi e soprattutto il ricordo della mia stupenda Irlanda! Non esiste una paese più verde di quello, credo. Ma dopotutto piove sempre e quindi non si potrebbe pensare diversamente…La felpa che mi sono allegramente comprata la dice lunga sul clima ma credo che non ce ne sia una più realistica e più divertente di questa…Carroll’s docet (non sono totalmente pazza, a Dublino esistono una quantità infinita di questi negozi di gadget & Co. – l’artigianato nella capitale va a farsi friggere ma almeno ce ne è per tutti i gusti!).

connemara

Dunque, dove ero rimasta? Ah già…alla visita filmica-libresca-libraria-mangereccia-musicale di Hollybrook House, Teddy’s e Powerscourt. Bene, i giorni successivi non sono andati tanto diversamente visto che dopo tanto penare e una giornata che era partita con una bruma fiabesca e il castello incantato di Grace O’Malley (l’unica donna che è riuscita a tener testa al più grande e potente clan irlandese – gli O’Flaherty – e alla stessa regina Elisabetta I) è finita con l’assolata collinetta di Tara! Via col Vento mi perseguita ma questa volta non è colpa mia se la collina più famosa d’Irlanda, dove venivano incoronati i re della verde isola, si chiama proprio come la piantagione degli O’Hara (irlandesi anche loro). E poi mi domando. Ma possono esistere querce come questa?

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Risposta: Si. In Irlanda tutto è possibile!

Ma non è mica finita qui!

Il giorno dopo: direzione Galway! Con tappa all’insediamento monastico di Clonmacnoise dove, a quanto ho capito, il monaco fondatore era una specie di San Francesco… posto spettacolare e di una pace incredibile.

La mia adorazione per questa terra è cresciuta esponenzialmente durante il viaggio e, dopo il giro per il parco di Connemara e il mio compleanno nel posto più ventoso ma anche più magico della verde Irlanda, le Cliffs of Moher, posso solo dire che ha raggiunto livelli stratosferici!
Tanto poi per non farsi mancare niente rieccoci al viaggio cinematografico: spiagge e scuole diroccate che hanno fatto da sfondo a, nell’ordine,: Un uomo tranquillo, La figlia di Ryan e Cuori Ribelli! Tutti filmetti semplici-semplici, nuovi-nuovi, e da non meno di 2 ore e mezza l’uno. Ho dei seri problemi! Ma il Connemara è qualcosa di magico, checcè se ne dica!
Tralasciando quella che dai più può essere definita pazzia (la mia e non tanto latente a dir la verità) posso solo dire e sottoscrivere che l’Irlanda è una terra magica, piena di tradizione e con un pizzico di mistero che la rende così speciale e stupenda e dove tra le tante stradine di campagna, le spiagge e i panorami mozzafiato si lascia un pezzetto del proprio cuore…

<<A chi va in America dopo aver visto i film americani sembra di vivere un déjà vu.
A chi va in Irlanda dopo aver letto Diario d’Irlanda, di Böll, può non toccare questa esperienza.
Quell’Irlanda esiste, si premura di dire l’autore, che, però,
scherzosamente declina ogni responsabilità quanto alla probabilità che il visitatore la trovi.
Böll ha preso navi e treni, è entrato nelle chiese e nei pub, ha caminato per le strade, e ha guardato la gente e le cose.
E, guardando, ha visto.
Inaspettatamente, da ogni dove è scaturita una forza ricca di fiducia,
come l’allegria da un canto spiritual. E, ascoltando, ha sentito ripetere “It could be worse”, poteva andar peggio,
sintesi della saggezza di ogni Irlandese e sicura panacea contro l’accanimento del destino.
Da lungo tempo siamo affeti da paralisi dei sensi: i poeti romantici Wordsworth e Coleridge già sapevano che,
per “letargia da abitudine”, “abbiamo occhi, ma non vediamo, orecchie, ma non sentiamo, e cuori che non provano emozione,
né comprendono”.
L’Irlanda è forse l’angolo di mondo più adatto per recuperare i sensi perduti e, con quelli, l’emozione. Se ci si riuscirà, si sarà trovata “quell’Irlanda”.
E allora Fáilte!, che in irlendese vuol dire: benvenuti!>>

Tratto da “La guida verde Michelin – Irlanda”
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