Cornovaglia

Memories…

Penso che il posto più indicato da cui far partire il viaggio sia Plymouth per una semplice questione di tempistica. Purtroppo non esistono voli diretti da Roma a Plymouth a meno di non volersi sorbire passa 13 ore di volo con scali multipli, ergo, la scelta più indicata è prendersi un volo aereo per Londra e da lì o muoversi in treno o prendere una macchina. Scelta molto ma molto carina anche dal punto di vista paesaggistico. Se questa è la vostra scelta (e credo anche l’unica) farei la prima tappa al Corfe Castle nel Dorset e più precisamente nei pressi di Wareham. In sè è un paesino come tutti gli altri ma a guardarlo bene scoprirete che quel paesaggio vi è familiare: è la cittadina di “Pomi d’Ottone e Manici di Scopa”, la stessa dove l’aspirante strega Eglantine Price va a prendere i tre bambini londinesi! Bellissimo!

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Dopo essere tornati un po’ bambini possiamo passare alla nostra seconda tappa: Lyme Regis di cui ho parlato ampiamente qui. Personamente non ho alloggiato a Lyme Regis quando ci sono stata perchè ero di stanza ad Exeter ma dalle notizie che so il Lyme Townhouse è un ottimo compromesso tra qualità e prezzo. Dopo esservi fatti una bella girata alla ricerca di fossili riprendete l’auto direzione Torquay una bellissima cittadina costiera che ha dato i natali ad Agatha Christie. Proseguendo per la costa non vi resta che arrivare a Plymouth prima città della Cornovaglia. Non aspettatevi niente di che dalla città in sè, visto che è stata fortemente bombardata, ma se potete, fate un salto al porto dove c’è il monumento commemorativo della Mayflower, il famoso Mayflower Steps (6 The Barbican) da dove, nel 1620, un gruppo di Padri Pellegrini partì con un vascello per arrivare nel Massachusetts e dare inizio al sogno americano.

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Oltre questo non perdetevi la famosa Cittadella Fortificata da dove si gode una splendida vista sulla baia. Da Plymouth la Cornovaglia vi si mostra in tutta la sua bellezza. Per goderne appieno fatevi il viaggio lungo la strada costiera, ci saranno un po’ di curve, ma ne vale la pena. Prossima tappa: Polperro. Dovrei dire “quel buco” di Polperro. Non per la piccolezza del paesino in sè, perchè per essere piccolo è piccolo, ma più che altro per l’ubicazione dello stesso: in fondo ad un canalone senza fondo…e tu lì che ti fai una serie interminabile di curve. Credetemi, sembrerà che non arrivi mai ma quando arriva la vista e l’aria che vi si respirano ti ripaga del tempo per arrivarci. Tutto nel paesino è rimasto un po’ come nei bei tempi andati. Ma non fatevi ingannare dagli stucchi e dalla gentilezza degli abitanti! Pare infatti che Polperro sia stato famoso per essere uno dei maggiori porti di contrabbando del XVIII secolo! W il brandy! Vi consiglio di alloggiarci ed un posto carino è il Penryn House Hotel (The Coombes). Per mangiare non preoccupatevi: c’è di tutto!

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Procedendo sempre a sud incontrerete le cittadine di Fowey e Mevagissey o se preferite rientrare il parco delle Bodmin Moore dove la brughiera la fa da padrone. Potete fermarvi ma ricordate che il vostro obiettivo è St. Mawes e Falmouth luoghi storici dell’Inghilterra perchè sede di due dei più grandi castelli fatti edificare da Enrico VIII (che tra una moglie e l’altra spendeva le sue sterline nel mattone). Molto bello ed interessante il Pendennis Castle situato a Falmouth che richiama le atmosfere di Pomi d’Ottone e Manici di Scopa di cui ho detto prima.

E’ ora di riprendere l’auto e dirigerci verso la penisola di Lizard che offre i paesaggi più belli e integri della Cornovaglia. Uno di questi, e forse il più apprezzato, è quello che si gode da Marazion, paesino molto piccolo, con pochi negozi e altrettanto pochi pub ma che ha di fronte il corrispettivo inglese di Le Mont Saint-Michel o, meglio detto, il St. Micheal’s Mount.

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Un castello decisamente più piccolo del suo omonimo francese ma che subisce, anche in questo caso, le bizze della marea. Non è difficile dover aspettare per visitarlo ma, una volta scesa la maream vale la pena spendere 8£ per andarlo a vedere. Per il pranzo propongo il The King’s Arms (The Square, Marazion) ottime recensioni ed ottimo pasto con vista sul St. Micheal’s Mount. Resta a voi ora la decisione se fermarvi a dormire qui o appropinquarvi a Penzance, decisamente più grande (sempre nei canoni della Cornovaglia). Ben inteso, in caso utilizzate Penzance solo come base per muovervi perchè, di fatto, non è che ci sia molto da vedere, a parte il fatto che richiama una famosa operetta teatrale, “I Pirati di Penzance” da cui, nel 1983, è stato tratto un film con l’onnipresente Angela Lansbury (quella de La Signora in Giallo per intenderci). Molto molto carino!

Dopo aver visto Penzance e le zone limitrofe (come il paesino di Newlyn o aver preso il traghetto e raggiunto le Isole Scilly) ed avervi pernottato la nostra direzione sarà la spiaggia di Porthcurno e il suo magnifico Minack Theatre. La spiaggia è una delle più belle della Cornovaglia e di certo quello che vi resterà nel cuore sarà il colore della sabbia e il blu del mare. A pochi metri da lì ecco che si erge in tutto il suo splendore il Minack Theatre, teatro sulla scogliera che deve la sua esistenza a Rowena Cade, la donna che ha reso possibile tutto ciò. Interamente costruito in granito il teatro è visitabile solo quando vi sono delle rappresentazioni ma, di fatto, c’è sempre la piecè sull storia di Rowena e quindi è sempre visitabile previo pagamento del biglietto. Merita! Credetemi!

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Vista la magnifica spiaggia di Porthcurno non ci resta che dirigerci ancora verso ovest direzione Land’s End. Non preoccupatevi, non è davvero la fine della terra come il nome può facilmente far pensare, bensì il punto più ad ovest dell’Inghilterra stessa. Non è tutto questo granchè ma di certo la foto di rito davanti al cartello con i kilometraggi è d’obbligo (un po’ come quando sei al Londra a Greenwich e non fai la foto a cavallo tra i due meridiani!).

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La nostra bella Cornovaglia sta quasi per finire ma una tappa a St.Ives è raccomandabile anche perché vi conviene come tappa finale prima di lasciare la Cornovaglia per andare al castello di Tintagel che, di fatto, non è che sia proprio nella contea ma che merita una bella fermata. St.Ives è un paesino che si snoda lungo l’omonima baia e che ha come caratteristica fondamentale quella di essere costantemente “ammorbato” dalla marea che se quando c’è rende suggestivo il paesaggio lo rende ancor più bello quando non c’è: barche pendenti abbandonate sul letto di quella che una volta era patria del mare e conchiglie a vista. Pittoresco!
Ci lasciamo alle spalle la Cornovaglia e puntiamo a nord direzione Tintagel Castle, ovvero il Castello di Re Artù. Armatevi di navigatore ma soprattutto state ancora più attenti di come normalmente lo siete guidando in Inghilterra: per arrivare a Tintagel le strade sono strette e per di più costeggiate da alte siepi che rendono visibile qualsiasi cosa non sia la strada stessa. Arrivati a Tintagel vi accoglierà un grande parcheggio. Non fermatevi a quello del Visitor Center perché è un po’ lontano dal castello ma proseguite fino ad incontrarne un altro sulla destra, proprio vicino ad un locale chiamato King Arthur’s Arm Inn dove fra l’altro consiglio di mangiare un ottimo cornish pastries, piatto tipico di carne di montone e frutta corroborato da una buona birra il cui odore sembra far parte delle suppellettili e della moquette del locale.

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Per arrivare al castello basta solo imboccare Castle Road. C’è un servizio di navette che collega la città di Tintagel al castello ma sono quasi sempre piene quindi conviene farsi una bella passeggiata. Una volta arrivati in fondo non vi resta che fare il biglietto, percorrere una tremolante passerella di corda che collega la terraferma all’isoletta di Tintagel appunto ed ammirare i ruderi. Ebbene sì, il castello in sé non esiste quasi più e quelli che prevalgono sono i ruderi ma l’atmosfera è bellissima.

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La leggenda vuole che il mitico sovrano della Britannia sarebbe nato verso la fine del V secolo proprio qui, a Tintagel e che mago Merlino, artefice con l’inganno del suo concepimento e in seguito suo precettore, avrebbe aspettato la nascita di Artù in una grotta sottostante (anche la grotta è visitabile). Il castello non è alieno dalle leggende, uno scrittore medievale, restato anonimo, racconta che il castello fu costruito dai Giganti i quali lo usavano per sparire due volte all’anno, a metà estate e a metà inverno.DSCN6691
Sede per anni di scavi archeologici, nel 1998 vi venne rinvenuta una lastra, la cosiddetta “pietra di Artognou“, risalente al VI secolo, che reca la frase in lingua latina “Pater coli avi fecit Artognov“, ovvero “Artognou, padre di un discendente di Coll, l’ha costruito“: il nome “Artognou” ha fatto pensare ad Artù e lo stesso Coll che, secondo la leggenda tramandata da Goffredo di Monmouth, sarebbe stato un parente di Re Artù. Il quale, nota gossippistica, pare non fosse legittimo figlio del sovrano regnante. Ma andiamo per gradi. La madre di Artù, Igraine, sarebbe stata sorella di Viviana, Signora del Lago e dell’isola Sacra di Avalon, mitica sede dei druidi, nonché ultima roccaforte celtica della Britannia. Igraine era sposata a Gorlois, duca di Cornovaglia E fin qui tutto bene se non fosse che Artù era figlio non del legittimo mariton della donna bensì di Uther Pendragon, condottiero senza macchia nel cui sangue si univano due stirpi regali, quella delle genti britanniche legate all’antica tradizione celtica e quella dei devoti a Roma. A mettere lo zampino sull’unione adulterina altri non sarebbe stato che mago Merlino, il quale operò un sortilegio sulla duchessa. E poi mi vengono a dire che quel posto non è magico? Bah!

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Questo il mio personale viaggio per un’amica speciale. Marinella & Marco: divertitevi!!!

Fate viaggiare...
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