Parigi – Settimo Arrondissement

VII
detto «del Palais-Bourbon»
25° : Saint-Thomas-d’Aquin
26° : Invalides
27° : École-Militaire
28° : Gros-Caillou

“E poi si arriva al Settimo, che è forse un po’ freddo, ma anche ricco e comprende Les Invalides e la Tour Eiffel.” Non c’è che dire definizione azzeccatissima!

Il Settimo è l’arrondissement pomposo per eccellenza. Forse è proprio per questo che vi hanno sede, in ordine, il Senato, Les Invalides e la Torre Eiffel. Non per questo, però, non merita una bella passeggiata all’aperto per mirare e rimirare gli splendidi palazzi e le due notevoli spianate degli Invalidi e della Torre Eiffel. Unico consiglio: non trattenetevici troppo, turisti a frotte e l’aria di Parigi che si va a far benedire.

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072 Quello che invece vi consiglio è una luuunga fermata al Museo d’Orsay al numero 1 della rue de la Légion d’Honneur proprio sul Lungo Senna. Presumendo che arriviate dal Sesto procedete lungo Boulevard Saint-Germain, girate sulla destra in rue du Bac (che fra l’altro era sede di un’altra cour des miracles al numero 63) e imboccate, direzione ovest rue de la Légion d’Honneur. Non vi sarà difficile trovare il museo, considerando le file di turisti che lo assediano a tutte le ore. Altro consiglio: arrivate presto!

Uno spettacolo per gli occhi e per la mente. Fermatevi a rimirare il più possibile quello che c’è al suo interno e non scandalizzatevi troppo se alla sala 20 troverete quello che, beh, come dice il nome rappresenta L’origine del mondo. Un dipinto, neanche tanto grande, di Gustave Coubert, che tratteggia, in modo assolutamente anatomico e per niente pornografico, le parti intime femminili.053

“E questo ci porta al clamoroso quadro di Courbet L’origine del mondo, anch’esso rappresentazione, al tempo stesso sensuale e trasfigurata, dell’organo sessuale femminile. Quando è stata esposta pubblicamente al Musée d’Orsay, nel giugno del 1995, quella piccola tela di 46 centimetri per 55 ha fatto una certa sensazione. La storia di questo quadro merita di essere raccontata. Comincia a Parigi in una sera d’estate del 1866, quando il principe ottomano Khalil bey dà una delle sue feste sontuose. Khalil è stato ambasciatore della Sublime Porta a San Pietroburgo prima di essere trasferito nella capitale francese, dove conta di soddisfare, grazie alla sua immensa fortuna familiare, le sue maggiori (e concrete) passioni: le donne, il gioco, l’arte contemporanea. La sua collezione privata, centrata in prevalenza su nudi femminili, una sorta di harem su tela, vanta opere di Ingres, Delacroix, Gérôme, Rousseau e dello stesso Courbet al quale commissiona Le dormienti, dipinto di chiara ispirazione saffica…..A Courbet, che ha quarantasette anni, il principe ottomano commissiona dunque quel particolare soggetto: la natura femminile. Il pittore dipinge la tela molto verosimilmente a Trouville, in Normandia, dove va a cercare per i suoi quadri una luce più pura di quella di Parigi. In quella località, lo raggiunge spesso il suo amico e collega James Abbott Mcneill Whistler, pittore americano che lavora soprattutto a Londra (è considerato il fondatore dell’impressionismo inglese) ma è attivo anche nella capitale francese. Whistler convive in quel periodo con la sua modella irlandese, Joanna Hiffernan, detta, per il colore dei capelli, “Jo la rossa” oppure “La bella irlandese”. Proprio nel periodo in cui Courbet riceve dal principe ottomano l’incarico di eseguire quel tal soggetto, l’artista americano, politicamente generoso, decide di partire per il Cile, la cui indipendenza è messa a repentaglio dall’attacco della flotta spagnola. Nella casa di Trouville, partito Whistler, Courbet resta dunque solo con la rossa Joanna. Le vicende private dei due in quell’estate del 1866 sono, credo, intuibili. Nonostante la sua immensa fortuna, alla fine del 1868 il principe ottomano è costretto a mettere in

vendita la sua collezione, quadro di Courbet compreso. La tela comincia così un lungo periplo semiclandestino. Viene acquistata dall’antiquario La Narde, poi venduta alla galleria Bernheim-Jeune che la conserva nascosta sotto un altro quadro raffigurante una figura di genere, Castello sotto la neve. Edmond de Goncourt riesce comunque a vederla sul finire degli anni Ottanta e gli basta un’occhiata per capire. La definisce “bella come la carne di un Correggio”. Nel 1910 L’origine del mondo finisce in casa del barone ungherese François de Hatvany. durante la seconda guerra mondiale i nazisti se ne impossessano come bottino bellico e la trasferiscono a Berlino. Al termine del conflitto i russi con la stessa motivazione la portano a Mosca e la trattengono fino a quando, per necessità di valuta, non la mettono in vendita sul mercato occidentale. Infine, nel 1955 il quadro torna in Francia, acquistato dallo psicanalista Jacques Lacan, che lo terrà per un quarto di secolo, fino alla morte. Neanche in casa sua, peraltro, la tela di Courbet viene esposta liberamente: a dispetto di ogni anticonformismo, Lacan, che è tra l’altro uno dei massimi studiosi della sessualità contemporanea, fa chiudere il quadro dentro una scatola di legno sul cui coperchio suo cognato, André Masson, dipinge una composizione astratta. Quando lo psicanalista muore, gli eredi cedono la tela al fisco, per pagare i consistenti diritti di successione. E il quadro giunge finalmente al Musée d’Orsay.” (Corrado Augias – I Segreti di Parigi)

Dopo aver letto questa storia non guarderete più un quadro allo stesso modo…

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  1. tornate nel Primo percorrendo la Passerelle de Solférino
  2. imboccate il Quai d’Orsay

 073 Se avete scelto l’opzione 2 proseguite nella lettura…altrimenti seguite la mappa passando nel Primo.

Usciti dal museo, proseguite sul Lungo Senna percorrendo il Quai d’Orsay fino a trovarvi sulla sinistra la stupenda, e un po’ austera, spianata de Les Invalides, dimora eterna di Napoleone. Visitatela.

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  1.  entrate nell’ Ottavo percorrendo il Pont Alexandre III
  2. proseguite sul Quai d’Orsay

 073 Se avete scelto l’opzione 2 proseguite nella lettura…altrimenti seguite la mappa passando nell’ Ottavo.

Uscite e continuate sempre sul Lungo Senna fino a raggiungere il Pont de l’Alma, anche questo luogo di memoria. Il 31 agosto 1997, la principessa triste, Lady Diana, vi trovò la morte.

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  1.  da questo lato non si vede ma, se superate il ponte e vi dirigete nel Sedicesimo, vi imbatterete nella Flamine de la Liberté che, dopo il 1197, è diventato memoriale del triste evento 031
  2. giratevi ed imboccate Avenue Rapp

073 Se avete scelto l’opzione 2 proseguite nella lettura…altrimenti seguite la mappa passando nel Sedicesimo.

NPTC: Al numero 29 c’è uno strano portone. Non lo si nota subito ma fissando ben bene lo sguardo sul legno noterete che la forma è stranamente familiare: un fallo rovesciato. Nel 1901 l’edificio venne premiato al concorso delle facciate di Parigi. Noi vogliamo credere che non sia stato proprio per quello anche perché, dobbiamo dirlo, la facciata è bella del suo. Certo, forse il fallo ha dato quel tocco in più! L’artista di tale capolavoro altri non è che Lavoirette, celebre per il suo simbolismo sessuale. Troviamo una serie di altre rappresentazioni poco più avanti, al numero 3 di Square Rapp, sui balconi del quarto piano.

Ormai l’avrete vista. Raggiungetela e passate un po’ di tempo ad ammirarla: la Torre Eiffel. Consiglio: guardate anche la gente che si sollazza al Champ de Mars. Il più delle volte superano abbondantemente il piacere della visione della Torre Eiffel.

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Dal Settimo potete entrare su ben 3 arrondissements. A voi la scelta: Primo, Ottavo o Sedicesimo

Fate viaggiare...
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