Una giornata a Lyme Regis

27 giugno 2015

Questo post è per ricordare una donna fantastica. Una donna che, nell’Ottocento, ha saputo andare contro i pregiudizi e vivere la sua vita senza dover fare troppa diplomazia. Una donna che amava i fossili. Una donna che viveva a Lyme Regis, la patria dei fossili sulla Jurassic Coast inglese. Una donna che ha fatto della sua vita un monumento allo studio, alla passione e che, solo dopo molti anni dalla sua morte, è stata ripagata con l’onore accademico della Geological Society inglese e del Museo di Storia Naturale di Londra, dove, oggi, è maestosamente appeso quello che lei, bonoriamente, chiamava “coccodrillo” ma che in realtà era un bell’esemplare di plesiosauro (a torto, almeno nei primi anni, non riconosciuto dagli accademici londinesi). Mary Anning, una predestinata,  figlia di Richard Anning e Mary Moore di Lyme Regis. Falegname il padre, casalinga la madre. Un padre che le inculca fin da piccola la passione per i fossili che egli stesso cercava e rivendeva ai turisti. I figli degli Anning morirono tutti in tenera età esclusi Mary e suo fratello Joseph che, invece, raggiunsero l’età adulta. Anche se proprio all’età di 15 mesi, Mary fu colpita da un fulmine mentre era in braccio ad una conoscente che si era riparata sotto un albero assieme ad altre due donne. La bimba fu l’unica a sopravvivere. Destino. Il destino di fare grandi cosi anche se con un’educazione limitata nella locale scuola cristiana congregazionalista. Un destino che si compì proprio a Lyme Regis. Un paesino perduto tra gli anfratti del Dorset, tra siepi altissime e ginestre gialle con l’eccezionale guida di Tracy Chevalier e del suo Strane Creature.

Fate viaggiare...
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